Gio. Ott 24th, 2019

Greta e il futuro del pianeta

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In genere i ragazzi della stessa età di Greta pensano a tutt’altro.  Lei, invece,  con voce ferma, di fronte ai grandi della Terra ha gridato: “Salviamo il pianeta Terra!”. Ho visto il suo volto, la sua rabbia. Ho ascoltato la sua parola decisa. E ce l’aveva particolarmente con quel “genio” della politica mondiale: il presidente Trump, (e la smorfia di Greta al suo arrivo è diventata virale sui social) padre dei negazionisti. Il mondo attuale di tutto aveva bisogno men che mai di un presidente americano così gretto e chiuso alla modernità. Nell’era della globalizzazione (non solo economica) parlare di patriottismo e di sovranismo nazionale, significa commettere un vero peccato sociale. Mancavano solo i “dazi” all’Europa e ai nostri prodotti agroalimentari e la “frittata” è, davvero, completa.

Greta Thunberg è la giovane attivista svedese che da quasi un anno è diventata l’emblema della lotta al cambiamento climatico e della coraggiosa difesa della custodia dell’ambiente. In particolare attraverso le manifestazioni – che quest’anno hanno raggiunto 161 Paesi al mondo – dei FridaysforFuture. E’ stato bello vedere tanti nostri ragazzi finalmente svegliarsi e che, invece di stare sempre appiccicati allo smartphone per uno stordimento generale, si interessano del loro futuro. Con la mente sono riandato, provando tanta nostalgia, agli anni sessantottini della mia generazione. 

Ora, al di là delle tante critiche e delle autentiche “demenzialità”, ascoltate e lette sui giornali (di una certa tendenza politica) dai soliti contrari e negazionisti,  nessuno può negare la forza, il fascino, e la determinazione di questa ragazza che, dall’autunno scorso, si era stabilita di fronte al Parlamento di Stoccolma, ogni venerdì della campagna elettorale, per scuotere i candidati su questi temi che nelle società del Nord sono senz’altro più avvertiti rispetto alla nostra realtà.

E, nei giorni scorsi, è andata molto oltre. 

Dopo aver viaggiato in treno in tutta Europa – il viaggio aereo è altamente inquinante e lo ripete spesso – si è pure recata a New York via mare per partecipare alla Conferenza straordinaria indetta dal segretario ONU Guterres per scoprire le scelte degli Stati in conformità agli accordi di Parigi COP21 di 3 anni fa. E, parallelamente, ha indetto un’intera Settimana (dal 20 al 27 settembre) dedicata alla riflessione sul clima e sul suo cambiamento, in particolare puntando il dito sulla responsabilità del mondo intero e particolarmente di noi adulti. Dicendo: il tempo stringe, bisogna fare e fare presto.

La vera accusa :“Mi avete rubato l’infanzia con le vostre parole vuote!” non è  espressione da poco, quella pronunciata di fronte ai rappresentanti degli Stati radunati al Palazzo di Vetro.

In realtà 59 Paesi si sono nel frattempo accordati per dimezzare (ridurre del 45%) le emissioni di diossido di carbonio CO2 entro il 2030, esattamente come chiedevano gli accordi di Parigi.

Continuando: “Noi ragazzi vi guardiamo. Se ci deluderete ancora, non vi perdoneremo mai!”, ha commosso davvero tutta l’Assemblea, scuotendo le coscienze di tutti.

E ancora: «La gente soffre. La gente muore. Interi ecosistemi stanno collassando. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E tutto ciò di cui potete discutere sono i soldi e le favole di un’eterna crescita economica. Come vi azzardate?”. Sono espressioni, queste, molto dure. E noi adulti dobbiamo prendere in seria considerazione questo grave problema.

Certo non sarà semplice, perché deve significare, anche per i giovani, rinunciare a certi comportamenti, comodità, tipo di alimentazione, spese. Su questo tutti dobbiamo crescere e assumerci le nostre responsabilità. L’importante, per ora, è la presa di coscienza del grosso problema dei cambiamenti climatici. Ciascuno, poi – è questa la nostra speranza – farà la sua parte.

Tra l’altro, proprio i questi giorni si è levato un grido di allarme che mostra quanto il cambiamento climatico stia interessando anche il territorio italiano: parte dell’abitato di Courmayeur, in Val Ferret, è minacciato dallo scioglimento di una buona parte del grande ghiacciaio del Monte Bianco: sono almeno 250 mila di ghiaccio che si stanno letteralmente disintegrando per l’aumento della temperatura estiva e il mancato rimpiazzo delle precipitazioni invernali. Ma sulle Alpi non è il primo caso di ghiacciaio che sta scomparendo: anche la Marmolada corre seri rischi.

Una delle informazioni più importanti è la concentrazione di CO2 negli anni. Mai nel corso degli ultimi 800 mila anni, la nostra Terra ha sperimentato una concentrazione così alta come oggi che siamo a 400 parti per milione, come accade negli ultimi 150 anni.

Intanto sono 73 i Paesi che hanno deciso di ridurre le emissioni entro il 2050, sempre come deciso a COP21.

E per non andare tanto lontano dalla nostra realtà, è importante prendere coscienza della pessima situazione ambientale nella quale viviamo ogni giorno. I Regi Lagni, le polveri sottili, i rifiuti tossici (complice la camorra) nella zona di Boscofangone con le cave annesse,  lo stazionamento delle cosiddette ecoballe, l’inceneritore di Acerra,  lo Stir di Schiava di Tufino, il fiume Sarno, le varie discariche sul Vesuvio e disseminate ovunque, ci devono non solo allarmare ma “costringerci” ad essere “sentinelle dell’ambiente” e pretendere che la politica (di qualsiasi “colore”) faccia con forza la propria parte, per difendere questa amata e bellissima terra che abbiamo ereditato dai nostri padri e che dobbiamo consegnare ancora più bella alle nuove generazioni. Ne hanno diritto.

E anche noi , nelle città di Pomigliano, dobbiamo fare la nostra parte. Ho visto ultimamente un servizio su Pomiglianolive che riguardava la zona di Via Ciccarelli (tra S. Anastasia-Somma e Pomigliano: inciviltà, degrado, discariche a cielo aperto e problemi di inquinamento, roghi dolosi.  E’ cominciando dal nostro piccolo che potremo anche “condizionare” il “grande”

Concludendo queste riflessioni mi piace riportare alcune frasi della Laudato Sì di papa Francesco:

• Se i cittadini non controllano il potere politico – nazionale, regionale e municipale – neppure è possibile un contrasto dei danni ambientali.”

• “Perciò è diventato urgente e impellente lo sviluppo di politiche affinché nei prossimi anni l’emissione di anidride carbonica e di altri gas altamente inquinanti si riduca drasticamente, ad esempio, sostituendo i combustibili fossili e sviluppando fonti di energia rinnovabile.”

• “Sappiamo che la tecnologia basata sui combustibili fossili, molto inquinanti – specie il carbone, ma anche il petrolio e, in misura minore, il gas –, deve essere sostituita progressivamente esenza indugio”

• “I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi.”

• “L’esposizione agli inquinanti atmosferici produce un ampio spettro di effetti sulla salute, in particolare dei più poveri, e provocano milioni di morti premature.”

• “La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia. In molti luoghi del pianeta, gli anziani ricordano con nostalgia i paesaggi d’altri tempi, che ora appaiono sommersi da spazzatura. Tanto i rifiuti industriali quanto i prodotti chimici utilizzati nelle città e nei campi, possono produrre un effetto di bio-accumulazione negli organismi degli abitanti delle zone limitrofe, che si verifica anche quando il livello di presenza di un elemento tossico in un luogo è basso. Molte volte si prendono misure solo quando si sono prodotti effetti irreversibili per la salute delle persone.

• “Ma il sistema industriale, alla fine del ciclo di produzione e di consumo, non ha sviluppato la capacità di assorbire e riutilizzare rifiuti e scorie. Non si è ancora riusciti ad adottare un modello circolare di produzione che assicuri risorse per tutti e per le generazioni future, e che richiede di limitare al massimo l’uso delle risorse non rinnovabili, moderare il consumo, massimizzare l’efficienza dello sfruttamento, riutilizzare e riciclare.”

• “Esiste un consenso scientifico molto consistente che indica che siamo in presenza di un preoccupante riscaldamento del sistema climatico. Negli ultimi decenni, tale riscaldamento è stato accompagnato dal costante innalzamento del livello del mare, e inoltre è difficile non metterlo in relazione con l’aumento degli eventi meteorologici estremi, a prescindere dal fatto che non si possa attribuire una causa scientificamente determinabile ad ogni fenomeno particolare. L’umanità è chiamata a prendere coscienza della necessità di cambiamenti di stili di vita, di produzione e di consumo, per combattere questo riscaldamento o, almeno, le cause umane che lo producono o lo accentuano. È vero che ci sono altri fattori (quali il vulcanismo, le variazioni dell’orbita e dell’asse terrestre, il ciclo solare), ma numerosi studi scientifici indicano che la maggior parte del riscaldamento globale degli ultimi decenni è dovuta alla grande concentrazione di gas serra (anidride carbonica, metano, ossido di azoto ed altri) emessi soprattutto a causa dell’attività umana.”

don Aniello Tortora

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