Sab. Set 21st, 2019

Il festival delle disabilità

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di Maria Rosaria Ricci

Da sempre il Comune di Pomigliano d’Arco ha riservato una particolare attenzione alle politiche sociali, offrendo pari diritti a tutti i cittadini. Percorrendo la strada dell’integrazione delle persone con disabilità, già negli anni 80 con la nascita della prima associazione di genitori e volontari per la tutela dei disabili, che negli anni ha portato sul territorio il progredire di servizi reali presenti e futuri. Su queste basi, il comune e l’assessore alle politiche sociali Mattia De Cicco non potevano non ospitare il festival della disabilità. Organizzato dall’Associazione Italiana Arcobaleno della Vita Onlus.

L’associazione ha 10 anni di storia costellata da attività e progetti rivolti agli anziani, ai minori e ai diversamente abili. La passione e dedizione di tanti volontari, fanno riscoprire il valore della bellezza del dono della Vita e del suo donarsi. In una breve intervista abbiamo conosciuto Imma Pastena presidente della associazione, ideatrice del festival della disabilità che si terrà venerdì 31 maggio presso il centro sportivo pomilia in Via Sandro Pertini di Pomigliano D’Arco

Chi è Imma Pastena?

Imma Pastena è una volontaria da oltre 20 anni che si è sempre distinta nell’aiuto al prossimo fin da ragazza

Da dove nasce la sua dedizione al sociale?

Ero ragazza e già ai tempi della scuola cercavo nei ritagli di tempo dopo lo studio di essere di aiuto a chi ne aveva bisogno.

Come si fa a conciliare il ruolo di presidente e la vita personale?

Ho sempre sostenuto che volere è potere e anche se il ruolo di presidente spesso mi ruba tempo io cerco di fare del mio meglio per non accantonare i miei impegni personali

Il nome della vostra associazione fa immaginare i colori dell’arcobaleno, che relazione c’è tra le sfide della vita e la scelta del nome della vostra associazione?

Il logo dell’Associazione Arcobaleno della vita ha per me un significato molto particolare. Infatti durante il terremoto in Emilia Romagna di qualche anno fa nel 2012 un bambino in una tendopoli regalò a un mio volontario una spillina che raffigurava due omini: un maschio e una femmina che si tenevano per mano. Ed io ho immaginato che tenendosi per mano sarebbe diventato un segno di aiuto e che alla fine avrebbe scaturito la nascita di un arcobaleno. Da qui i colori della vita racchiusi in un Arcobaleno

Come le è nata l’idea di creare il festival dei diversamente abili che si svolgerà il prossimo 31 maggio?

Ho sempre pensato che per le fasce deboli e in special modo i disabili non si è fatto mai abbastanza. L’idea di renderli protagonisti per un giorno esaltando le loro abilità psico-fisiche mi ha entusiasmato. Immaginare il loro volto nel momento della premiazione per me è sinonimo di vita, è voglia di pensare che la disabilità non è un limite ma anzi, è da lì che riparte tutto trasformando la propria disabilità in creatività e voglia di andare oltre le proprie capacità. Poi di esempi ne abbiamo tantissimi come Alex Zanardi, Bebe Vio e tanti altri.

Immaginiamo il lavoro organizzativo, e le chiediamo come è stato coinvolgere le diverse realtà associative che ne prenderanno parte?

E’ stato difficile ma ho avuto la straordinaria collaborazione dell’amministrazione comunale di Pomigliano d’Arco nella persona dell’Assessore alle Politiche Sociali e del Lavoro Mattia De Cicco e il sostegno prezioso di tante Associazioni i cui Presidenti non hanno esitato un attimo a dirmi di no. Ma soprattutto i disabili hanno risposto presente al mio appello e ognuno di loro ha avuto meraviglia quando hanno saputo che erano stati convocati per il ritiro di un premio.

Nei post di Facebook ha scritto che sarà una giornata di gioia per tutti. Sarà così; ma cosa si aspetta dopo questo evento?

Mi aspetto che le istituzioni che verranno si renderanno conto che è arrivato il momento di dare più spazio a questa fascia sociale, di presentare più leggi a loro favore e di istituire più tavoli della disabilità nelle varie città della Regione Campania. Auspico la nascita di un Garante Regionale per la disabilità e spero che, i disabili abbiano più spazio e più considerazione, da loro infatti si può imparare molto anzi moltissimo, per me sono una forza della natura.

Il messaggio che il festival intende lasciare?

E’ un messaggio di speranza non solo per gli stessi disabili ma anche per noi associazioni che cerchiamo ogni giorno di assistere questa fascia debole. Abbiamo bisogno di fondi e abbiamo bisogno di leggi nuove. Spero che lasci un ricordo indelebile in questa città aperta alle politche del fare e mi auguro che sia la prima edizione di tantissime altre alle quali si potranno aggregare altre associazioni e fare in modo che la premiazione sia estesa a tutti i disabili d’Italia.

Sarà la festa dei “Super Abili” perché per me non so disabili ma Super Abili, eroi che ogni giorno combattono per affermare i loro diritti e soprattutto per non far crollare il proprio entusiasmo di fronte alle difficoltà. Almeno per un giorno vedrò il loro sorriso sul volto e io come sempre avrò gli occhi lucidi. In questa prospettiva ci auguriamo che ogni Super Abile, al di la delle proprie abilità diverse, possa esprimersi con le sue più svariate sfumature di colori, ritrovando la propria essenza ed proprio valore di cui solo l’artista conoscere il vero significato.

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