Mar. Giu 25th, 2019

NEWS DAL FRONTE PARLAMENTARE, “VORREI, MA NON POSTO”

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Corazzieri presidential honor guard officers patrol the entrance of the studio where Italian President Giorgio Napolitano meets party representatives at Rome's Quirinale presidential palace Saturday Dec. 22, 2012. Italy's President Napolitano is meeting with political leaders to set the stage for general elections early next year as Premier Mario Monti weighs whether to run for office after having handed in his resignation. Monti, appointed 13 months ago to steer Italy away from a Greek-style debt crisis, stepped down Friday after ex-Premier Silvio Berlusconi's party yanked its support for his technical government. (AP Photo/Alessandra Tarantino)

MOVIMENTO 5 STELLE: Si conferma la linea del “Contratto di Governo”, cambiano sicuramente i toni. Il Capo politico pentastellato, Luigi di Maio, ribadisce la necessità di un governo del cambiamento, rinnova la professione di fede alla Nato e all’Ue, ma si sbilancia con la Lega. Da riconoscere, ad un movimento capace di trasformare il semplice dissenso in una proposta politica programmatica, la coerenza d’intenti mostrata nel confermare l’asse privilegiato con Salvini. Ritorna però il tono negativo nei confronti del PD che agli occhi del Leader Pentastellato è il responsabile politico dell’attuale ingovernabilità. Bisogna però ricordare che la prima versione del Rosatellum (conosciuta anche come Fianum), che garantiva una chiara maggioranza, fu affossata in parlamento proprio dal Movimento 5 Stelle e da Forza Italia che la ritenevano troppo sbilanciata verso il maggioritario e meno proporzionale.

CENTRO DESTRA: Matteo Salvini sembra essere diventato il timoniere della coalizione, ma Berlusconi si conferma ancora essere una presenza ingombrante e al tempo stesso determinante. Anche per la coalizione di cdx si conferma la linea precedentemente indicata da Salvini, però stavolta viene fissato un programma unitario in 10 punti strategici, viene ribadita la fedeltà alla Nato e all’Ue, e viene ribadita la volontà di guidare il governo con l’appoggio dei 5 stelle. Un appoggio reso difficile dall’ingombrante suocera, ovvero Silvio Berlusconi il quale riesce, con un fuori programma, a rendere ancora più difficile i dialogo tra Di Maio e Salvini. Effettivamente la coalizione non sembra unitaria e ancora qualche tempo, e forse anche qualche successo elettorale, serve a Salvini per imporsi chiaramente.

PARTITO DEMOCRATICO: Il Regennte Martina consolida la chiusura a qualsiasi collaborazione di governo, ma con toni più moderati. Effettivamente gli endorsement di alcuni big del Pd ( per es. Franceschini) hanno aperto degli spiragli al Movimento 5 stelle. Difficile però dare il giusto peso alle parole di Martina, che non riesce a tenere unito il fronte democratico. Tutto può accadere, anche delle scissioni. Da riconoscere però la ragionevolezza di un affermazione di Martina: gli Italiani hanno punito il Pd. Hanno fatto vincere altre formazioni politiche e queste hanno la responsabilità di mandare avanti il paese.

Liberi e Uguali, Gruppo Misto e Gruppo Autonomie: Anche in questi gruppi emerge la stessa richiesta: un governo stabile per questo paese. Anche se in forme diverse, con toni diversi e con alleanze diverse ( per es. Emma Bonino rifiuta qualsiasi collaborazione con i 5 stelle), il paese ha bisogno di un governo.

Conclusioni: La sinergia tra M5s e Cdx visibile a livello istituzionale ( elezioni presidenti camere, elezione presidente commissione speciale in parlamento) dimostra di funzionare. Quindi i veti incrociati dei due Leaders ( Di Maio – Salvini ) possono considerarsi anche finti e semplicemente la premessa a quella che sembra essere l’unica soluzione alla crisi: un governo di scopo che faccia restare l’Italia fuori dal caos siriano, cambi la legge elettorale, che voti la legge di bilancio e mandi il paese a nuove elezioni.

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