Mar. Giu 25th, 2019

TARI, il comune risponde

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Riportiamo di seguito la nota che ha rilasciato la pagina Facebook del Comune di Pomigliano d’Arco riguardo la TARI:

A proposito della TARI è doveroso fare chiarezza, onde evitare che la diffusione di notizie infondate, possa preoccupare inutilmente i nostri concittadini. A tal proposito si riporta, sinteticamente, l’intervento in Consiglio Comunale, dell’Assessore al Bilancio, dott. Vincenzo Caprioli, sulla determinazione della Tari per i garage ed i box:

“Il comune di Pomigliano, non rientra di fatto nella fascia dei Comuni in discussione, perché ha gestito le pertinenze equiparandole a depositi /autorimesse magazzini senza vendita diretta e quindi come immobili non domestici, indotto dalla poca chiarezza dell’art. 17 del prototipo di regolamento ministeriale cui doveva farsi riferimento.

Per non gravare ulteriormente sui contribuenti il Comune ha applicato alle tariffe, determinate secondo le modalità di cui sopra, una riduzione del 30% sia sulla parte fissa che sulla parte variabile.

E’ doveroso sottolineare che i regolamenti dei Tributi Comunali ed in modo particolare quello inerente la TARI vengono trasmessi al MEF per i successivi controlli, altresì vengono trasmesse le tariffe e le modalità di determinazione delle stesse.

Alcun rilievo ha ricevuto il Comune sia nell’occasione della trasmissione del Regolamento che delle tariffe.

Contrariamente a quanto diffuso dai mezzi di comunicazione i Comuni non hanno incassato un centesimo in più di quanto avrebbero dovuto incassare.

Come il Comune intende affrontare la problematica:

Il Consiglio dei Ministri ha suggerito di rimborsare su istanza del contribuente l’importo pagato in eccedenza rispetto al nuovo calcolo delle tariffe relative ai box e cantine di pertinenza.

Il Comune di Pomigliano d’Arco, nell’ottica di tutelare tutti i cittadini interessati al rimborso “benché minimo”, intende compensare con quanto dovuto nell’anno d’imposta anno 2018 il pagato eccedente dell’anno 2014 e così via anno per anno fino alla concorrenza dei quattro anni.”

Inoltre, sempre con lo spirito di correggere notizie sbagliate e fuorvianti, per l’anno 2017, le tariffe TARI non potevano essere modificate sulla base del dettato normativo di cui all’art. 1, comma 169, della legge 296 del 2006 il quale dispone che “Gli enti locali deliberano le tariffe e le aliquote relative ai tributi di loro competenza entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione”. Per l’anno 2017 la scadenza era il 31 marzo.

In ultimo alcune precisazioni sull’appropriazione indebita: “Nel sistema giuridico italiano, l’appropriazione indebita appartiene alla categoria dei “delitti contro il patrimonio”. Nel caso della TARI, i Comuni non hanno percepito neanche un euro in più rispetto a quanto avrebbero dovuto percepire.

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