a cura di Giovanni Di Rubba

1. Cosa è il Covid 19, questo flagello del 2020 che tanto ci ha fatto penare ed ha rivoluzionato i nostri standard vitali’? In parole molto semplici quale è il suo meccanismo d’azione?

Ormai tutti grandi e piccoli conosciamo il SARS-CoV-2 e sappiamo quanto e come sta influenzando la nostra vita, la nostra quotidianità. È un virus appartenete alla famiglia dei coronavirus; definito come nuovo perché non era stato precedentemente mai identificato nell’uomo.  Ha come materiale genetico RNA che si trova in un involucro definito capside il quale è attraversato da strutture proteiche che gli conferiscono il tipico aspetto ‘a corona’ le cosiddette proteine Spike. Questo nuovo coronavirus  usa complessi meccanismi biologici di infezione: ha la capacità di riuscire ad entrare nell’organismo umano attraverso molteplici vie di accesso. Infetta le persone utilizzando la proteina di superficie Spike, che agisce un po’ come una chiave, permettendo l’accesso del virus nelle cellule, in cui poi quest’ultimo si riproduce, replica. 

Un virus, non può sopravvivere né replicarsi se non utilizza una cellula, e le proteine di superficie Spike sono capaci di agganciarsi con estrema facilità al recettori presenti non solo sulle cellule delle alte e basse vie respiratorie, ma anche nel cuore, nei reni, nell’intestino fino alle cellule di rivestimento interno dei vasi sanguigni. Questo semplifica l’ingresso e la replicazione di virus, per tale ragione siamo così suscettibili ed esposti all’infezione ed alle sue conseguenze.

2. Il virus è mutato in Gran Bretagna, dobbiamo allarmarci?

I virus a RNA come il SARS-CoV-2, sono soggetti a frequenti mutazioni, la maggioranza delle quali non hanno “effetti biologici” sul comportamento del virus. Sono state osservate diverse mutazioni e quindi varianti di SARS-CoV-2, l’ultima quella Inglese.

Essa è caratterizzata da 17 mutazioni;  molte di queste erano già state trovate in precedenza in altri campioni virali, ma quelle che destano preoccupazione sono quelle relative alla proteina Spike. Tante mutazioni, tutte nello stesso ceppo ed  accumulate in un tempo breve.  Questa è la caratteristica che spaventa e pone domande sull’efficacia del vaccino. 

Voci autorevoli ed organi competenti, a riguardo hanno definito, “altamente improbabile” l’eventualità che questa variante interferisca con la formazione dell’immunità contro la “famiglia del Covid 19”. In generale, sicuramente, bisogna essere capaci di seguire le variazioni del virus e essere pronti a modificare l’informazione che viaggia nel vaccino; un po’ come accade per il vaccino anti influenzale che cambia ogni anno.

3. Il Vaccino prodotto dalla Pfizer è efficace potrà debellare il morbo?

Sono fiduciosa, credo il vaccino potrà debellarle questo virus o comunque renderlo alla stregua di altre di altre patologie che hanno afflitto l’umanità.

Tutti i vaccini attualmente in studio sono stati messi a punto per indurre una risposta che blocca la proteina Spike e quindi impedisce l’infezione delle cellule. 

Il vaccino Pfizer, in particolare, è fatto con molecole di mRNA che contengono le istruzioni perché le cellule della persona che si è vaccinata sintetizzino le proteine Spike. L’mRNA è inserito in goccioline di grasso che ne permettono l’ingresso nelle cellule, una volta iniettato l’mRNA viene assorbito dalle cellule e avvia la sintesi delle proteine Spike, le quali, di conseguenza, stimolano il sistema immunitario a che generi anticorpi specifici. 

L’efficacia del vaccino è stata valutata in uno studio multicentrico su oltre 40.000 persone divise in due gruppi, chi ha ricevuto il placebo e chi il vaccino; i casi sintomatici di COVID-19 sono stati rispettivamente di 162 nel gruppo placebo e di solo 8 in quello trattato con vaccino. Per sviluppare l’immunità dovremmo sottoporci a 2 dosi a distanza di circa 1 mese, e la seconda dose dovrà essere sempre dello stesso tipo della prima.

4. È vero che è un vaccino che, potremmo dire, agisce in modo differente dagli altri, ed è vero che è il primo del genere somministrato su di un essere umano?

Si, il meccanismo è diverso; il vaccino Pfizer è un vaccino a mRNA, introduce nelle cellule non il virus attenuato né le proteine, ma solo l’informazione genetica che serve alla cellula per costruire copie della proteina Spike. 

È il primo vaccino ad mRNA ad essere utilizzato sulla popolazione mondiale; ma non è nuovo. Gli studi sui vaccini a mRNA sono in corso da circa 30 anni in ambito virale e oncologico. Ai più potrebbe stupire la velocità con la quale si è arrivati all’approvazione e registrazione di questo vaccino: pochi mesi a dispetto di lustri. 

La macchina messa in moto ha visto la partecipazione di un numero elevatissimo di persone, e risorse economiche focalizzate ad un solo obiettivo. Non è stata, inoltre, saltata nessuna delle fasi di verifica dell’efficacia e della sicurezza del vaccino ed i tempi brevi sono stati resi possibili alle ricerche già condotte; di più le agenzie regolatorie hanno valutato i risultati ottenuti di volta in volta e non, come si usa fare, soltanto quando tutti gli studi sono completati.