Come Pastore, insieme alla Chiesa tutta di Nola, sono vicino ed esprimo la mia piena e totale solidarietà ai tanti lavoratori dell’Azienda Industriale Aeronautica Leonardo, che da gennaio saranno messi in cassa integrazione. Purtroppo la pandemia, con la conseguente crisi mondiale, ha colpito gravemente molti settori industriali, tra cui anche il comparto aeronautico della Leonardo.La cassa integrazione è certamente uno strumento utile per garantire sostentamento ai lavoratori nei periodi di crisi, ma non si può non tener conto del fatto che, con la cassa integrazione, il salario diminuisce. Sono tantissimi, infatti, i lavoratori (anche quelli dell’indotto) che vivono oggi momenti di ansia e di incertezza per il futuro del loro lavoro e delle loro famiglie.

La Chiesa condivide pienamente le giuste preoccupazioni e i legittimi timori dei lavoratori, che temono tagli soprattutto nell’area campana e in tutto il Sud. Ai problemi, già gravissimi della Stellantis (non accenna ancora, infatti, nelle fabbriche, a riprendere regolarmente l’attività lavorativa) si aggiungono, ora, quelli della Leonardo. Un colpo durissimo non solo per la città di Pomigliano, ma per tantissime famiglie dell’intero nostro territorio e anche fuori regione. Ancora una volta viene colpito il nostro Sud. Rigettiamo l’idea che esso sia considerato come problema per tutto il Paese, come un peso, mentre in realtà è una risorsaper l’intera Nazione, nell’ottica di uno sviluppo vero, comune e solidale. L’aeronautica in Campania è un vero fiore all’occhiello dell’Italia. Le sue alte competenze professionali sono confermate da successi industriali e commerciali, di elevato spessore tecnologico e apprezzati a livello internazionale, vanto del nostro territorio.

In qualità di vescovo partecipo profondamente alle apprensioni delle lavoratrici e dei lavoratori della Leonardo e faccio mia la grande preoccupazione per il futuro dell’Azienda. Bisogna scongiurare assolutamente un’altra crisi, che avrebbe conseguenti drammatiche ricadute sociali su un territorio già altamente in crisi di lavoro. Insieme ai lavoratori chiedo conferme sugli importanti investimenti intrapresi che possano consentire alla Leonardo di Pomigliano di guardare con fiducia al domani e soprattutto a quello dei nostri giovani. Questo nostro territorio ha bisogno di speranze certe, non di sogni spezzati.

Ricordo a tutti quanto diceva alcuni anni fa Papa Francesco in uno dei suoi tanti interventi a difesa dei lavoratori: “Il lavoro è dignità. Quando l’economia perde contatto con i volti delle persone concrete, essa stessa diventa un’economia senza volto e quindi un’economia spietata. L’obiettivo non è un reddito per tutti ma un lavoro per tutti. Senza lavoro per tutti non ci sarà dignità per tutti. Bisogna guardare senza paura e con responsabilità alle trasformazioni tecnologiche dell’economia e non bisogna rassegnarsi all’ideologia che sta prendendo piede ovunque, che solo la metà o i due terzi dei lavoratori lavoreranno, gli altri invece mantenuti da un assegno sociale. Il mondo del lavoro è una priorità umana e pertanto è una priorità cristiana. Attorno al lavoro si edifica l’intero patto sociale: quando non si lavora, si lavora male, si lavora poco o si lavora troppo, è la democrazia ad entrare in crisi. La stessa Costituzione italiana così recita al suo primo articolo: “L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro”. C’è sempre stata un’amicizia tra la Chiesa e il lavoro, a partire da Gesù lavoratore. Dove c’è un lavoratore, lì c’è l’interesse e lo sguardo d’amore del Signore e della Chiesa” (Discorso a Genova, ILVA, 27-5-2017).

Invito tutte le Istituzioni a fare quanto è nelle loro possibilità per ridare serenità e pace familiare ai lavoratori, assicurando loro lavoro dignitoso, duraturo e prospettive certe. Invito anche i cristiani delle comunità parrocchiali e gli uomini di buona volontà a pregare per loro, garantendo loro vicinanza e solidarietà concreta.

Auguro a tutti che il prossimo Natale del Signore faccia rinascere PACE e GIUSTIZIA nei nostri cuori e nel mondo del lavoro.

Tutti benedico!

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