Carissimi fedeli, per disposizioni governative e dei nostri vescovi per un certo periodo (fino al 3 Aprile) non sarà celebrata la S. Messa in tutte le chiese e anche altre funzioni religiose saranno sospese.

E’ chiaro a tutti lo spirito di questo drammatico provvedimento, direi storico. La nostra fede, però è ( e deve essere!) più forte del coronavirus. Il Signore ci sta parlando anche attraverso questo momento di buio, di tristezza, di paura.

Dobbiamo solo essere attenti ad ASCOLTARLO

Forse ci sta dicendo che devono cambiare i nostri stili di vita, frenetici e spesso inconcludenti, senza senso. E’ tempo di “dare priorità” alle vere “PRIORITA’” della vita: la vita di fede, la famiglia, relazioni belle e significative, il volontariato, l’attenzione agli altri, soprattutto ai più deboli.

Forse ci sta ridicendo che dobbiamo “scatenare” una vera solidarietà e accoglienza tra di noi. Tra noi del Sud con quelli del Nord. Tra noi italiani e il mondo intero. Questo virus ci sta insegnando, purtroppo, che esiste un “contagio globale”, cui deve corrispondere una globalizzazione di tenerezza, di affetto, di condivisione, di partecipazione gli uni delle sofferenze e delle gioie degli altri, come ci insegna il Vangelo.

E’ tempo di abbattere inutili e sterili muri e steccati religiosi, politici e sociali. E’  tempo di accogliere, finalmente, il sogno di S. Paolo VI, la realizzazione  della “CIVILTA’ dell’AMORE”.

Forse è anche il tempo di rivedere seriamente la nostra fede. Negli ultimi tempi noi parroci abbiamo notato una scarsa partecipazione alla S. Messa, soprattutto quella domenicale. E ora che per un periodo ci mancherà, siamo quasi costretti a ri-pensare all’importanza fondamentale della Presenza reale di Gesù nella Santa Eucarestia e alla rilevanza di essa nella nostra vita spirituale e feriale. Quante Messe sprecate! Quante Messe ridotte solo a culto! Quante Messe partecipate solo per convenienza o costume sociale! Mi viene quasi da pensare che la S. Messa è un po’ come la mamma: ci accorgiamo della sua importanza nella nostra vita quando viene a mancare o non c’è più.

Già qualche profeta (inascoltato) negli anni passati diceva “MENO MESSE e PIU’ MESSA”!

Niente avviene per caso. Tutto è grazia e tempo opportuno per una riflessione seria sullo “stato di salute” della nostra fede in Gesù e nella Chiesa.

Questo momento passerà e, come direbbe don Tonino Bello, la croce  è solo “collocazione provvisoria”, in attesa della Pasqua di Risurrezione.

Cogliamo questa occasione per stare un po’ di più in famiglia, consolidare nell’amore i nostri rapporti sempre più fragili e, spesso, fatti di apparenza. Cresciamo nella FEDE, nella SPERANZA e nella CARITA’.

Ci chiedono di stare un po’ più distanti. Ma solo fisicamente. Impegniamoci ad essere, con i cuori, molto più VICINI.

La nostra chiesa sarà sempre aperta, come sempre, tutti i giorni , per la preghiera e la riflessione personale. Noi sacerdoti celebreremo ogni giorno alle ore 18.00. E ogni giovedi faremo l’ADORAZIONE EUCARISTICA dalle ore 17.00 alle ore 18.00 , con la vostra partecipazione, tenendo presenti le precauzioni ( un metro di distanza) che dobbiamo assolutamente rispettare. E voi spiritualmente vi unirete a noi e noi vi terremo presenti tutti sull’altare del Signore. Nei prossimi giorni vi comunicheremo anche l’orario e i giorni durante i quali potrete seguire le funzioni religiose attraverso facebook o Pomigliano live. Sono sicuro che, UNITI nella  RESPONSABILITA’ di essere sempre più connessi l’uno all’altro, CE LA FAREMO, con l’aiuto di DIO e della MADONNA.

 

Il vostro Parroco

don Aniello Tortora