Sono le 14:20 quando il deposito prende fuoco. A lavoro ci sono anche gli operai. Stanno stoccando i rifiuti. All’improvviso si scatena l’inferno.

Una balla prende fuoco e invade le altre balle. La situazione è fuori controllo. Brucia la plastica stoccata e le fiamme, nonostante le operazioni di spegnimento, sono più vive che mai. La nube pestilenziale invade l’aria. Va in tilt la circolazione sulla strada statale 7bis. Scatta l’allarme. Il centralino dei vigili del fuoco viene preso d’assalto dalle telefonate. Intanto la nube spinta dal vento procede impietosa, diventando visibile fino a Napoli e al baianese.

Arrivano i carabinieri che insieme al maresciallo, Giovanni Marchitelli: sono stati i primi a giungere sul luogo del disastro. Immediatamente i contadini si portano nei loro fondi. Temono per i loro raccolti, già in ginocchio a causa della disastrosa nomea del posto associato al Comune più inquinato d’Italia . Si attivano i sindaci di Marigliano, San Vitaliano, Scisciano e Mariglianella. Obbligano con un’ordinanza a restare chiusi in casa e a non fermarsi all’aperto.

Bloccate anche le manifestazioni pubbliche e ludiche all’aperto fino a quando non si conosceranno i risultati dell’incendio. Vengono effettuati monitoraggi in tutta la zona circostante. Su posto ci sono anche i proprietari della piattaforma ecologica, una delle più imponenti del sud Italia, Pasquale con il figlio Angelo e Sergio Bruscino.  Come sia divampato il rogo non si sa.

Si pensa che sia stata una bomboletta spray contenuta tra i rifiuti a generare il tutto. La zona è già ampiamente compromessa dai numerosi incendi. L’incendio, che i vigili del fuoco dicono è sotto controllo, in serata prende di nuovo vigore.

Fonte Marigliano.net