Pietro D’Agostino, 62 anni, appartenente alla famiglia dei “cavallari” è stato arrestato per estorsione e minacce ai danni di due piccoli imprenditori di Pomigliano d’Arco. (A raccontare gli accaduti è Pino Neri, dalle pagine de “ilMediano.it”).

D’Agostino era già sottoposto al regime di semilibertà quando tre giorni fa i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Angelone, lo hanno arrestato nuovamente e portato nel carcere di Secondigliano su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Insieme a lui, dietro le sbarre, è finito anche un uomo più giovane, 36 anni, pomiglianese anche lui e che al momento di compiere l’estorsione era libero ma con precedenti per furto.

Foto di repertorio

In ogni caso il fenomeno delle estorsioni a Pomigliano negli ultimi mesi si sarebbe ridimensionato. I carabinieri però fanno sapere che il periodo “caldo” sta per arrivare, riferimento al “Natale”. Il problema di fondo è sempre lo stesso: le denunce sono poche. Nel caso di questi ultimi due arresti c’è stata però la collaborazione di tutti, commercianti compresi.

Salvatore Cantone, presidente dell’associazione antiracket di Pomigliano -intervistato da Pino Neri- dice che «qualche piccolo miglioramento c’è stato ma le istituzioni e la società civile non devono voltare la faccia: bisogna denunciare. A Pomigliano ci sono fenomeni di racket ma c’è anche tanta usura».

Salvatore Cantone, come presidente dell’associazione “Pomigliano per la Legalità” sta seguendo quindici casi relativi alla città di Pomigliano ma anche ad altri comuni dell’hinterland.

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